Ogni libro è fatto di ingredienti, che sono storia, personaggi, riferimenti, sarcasmo e molto altro. Domenico Farina questi ingredienti li dosa alla perfezione, producendo un cocktail letterario imbattibile.

Nel suo secondo volume, “Ciò che appare, ciò che è”, in uscita quest’oggi, Farina racconta un processo vero e lo romanza giocando con personaggi e luoghi. Il libro è ispirato a fatti realmente accaduti e, in modo particolare, a un processo celebratosi anni addietro e finito con l’assoluzione degli imputati.
“È la storia romanzata di un processo, delle parti, in primis degli imputati, poi della parte civile, quindi dei giudici, pm e difensori”, ci tiene a precisare l’autore, il quale così prosegue: “E poi è la storia di un avvocato, dei suoi interessi, delle sue passioni, dei suoi dubbi, delle sue gioie, dei suoi dolori. È, infine, la storia di una professione, quella legale, che, per me, è meravigliosa!”.
Non anticipa altro Farina, limitandosi a dire che “il protagonista è l’avvocato Franco Alberti, noto legale del Foro di Sari, ridente cittadina sul mare”.
Già, perché il mare, insieme alla politica, è un’altra grande passione dell’avvocato Alberti.
“Sari è una città che non esiste, come di fantasia sono i nomi dei protagonisti, ivi compreso l’avvocato Alberti; i fatti no, quelli sono fatti accaduti e narrati in forma romanzata”.
“Non aggiungo altro, tranne che questa è la prima storia dell’avvocato Alberti; altre ne seguiranno, come vi dirò giovedì alla presentazione del libro”.

Domenico Farina, Ciò che appare, ciò che è

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