Sarà disponibile a partire dal 28 febbraio 2014 il volume “La pratica della realtà” di Tommaso Sgarro. «Questo libro – recita la quarta di copertina – è il tentativo di tradurre la prospettiva nuovo realista in una proposta filosofica nuovo realista. Siamo tornati, infatti, a fare domande come «Che cos’è la realtà?», «La realtà è socialmente costruita e infinitamente manipolabile? La verità è una nozione inutile?». La riaffermazione della nozione di realtà è stata necessaria come una scelta strategica precisa e non più procrastinabile, per dar vita a una nuova stagione culturale capace di porre fine all’esperienza storica dei “populismi mediatici” post 11 Settembre. Potremmo dire, semplificando, che non c’è più la realtà di una volta. Tutto è, oramai, interpretazione dell’interpretazione del tutto, e il chiacchiericcio che si è creato non dice più nulla né più dei fatti, né più degli oggetti, limitandosi semplicemente a giustificarli. In questi ultimi dieci anni si è passati a giustificare qualsiasi cosa, dalle “guerre di pace”, al negazionismo sulla Shoah. Ma non tutti gli oggetti sono degni di discussione, non tutti gli oggetti di discussione sono veri».

Tommaso Sgarro è dottore di ricerca in Filosofia e Storia della Filosofia, collabora e svolge ricerca per le cattedre di Storia della Filosofia antica e Storia della Filosofia moderna dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. Tra i fondatori del “POP” osservatorio culturale indipendente della Puglia (www.poppuglia.it), è autore di articoli, saggi e della monografia  “Strutture esistenziali del monoteismo – Il nomade e la steppa” (Bari-Roma, 2009).

LEAVE A REPLY